SCATOLONE DEI RICORDI

o_o E' un diario creato tantissimo tempo fa. Mai pubblicato. Lo riempirò dei miei ricordi. Alla rinfusa, così come mi vengono.

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lunedì, 09 novembre 2009

LA NOSTRA RELAZIONE



di V. Rossi

postato da: cheekygirl alle ore 18:28 | link | commenti (7)
categorie:
venerdì, 30 ottobre 2009

Per chi suona la campana

Non so bene a cosa possa servire questo blog.
Non lo so davvero.
Era un tentativo di riordinare tutti i pensieri che si aggrovigliavano nella testa, almeno quanto si sono aggrovigliate le mie storie d'amore(?amore?).

Era un presentimento/certezza che non avessi dato modo al mio povero cuore e alla mia piccola testa di capirci qualcosa nel prendere e lasciare continuo che ho portato avanti per anni e anni.

Ho buttato in mezzo troppe cose e di troppe cose mi sono fatta carico senza pensare a quello che io volessi realmente. Senza pensare a quello che poteva davvero farmi bene.

Ho usato la scontata metodica del chiodo scaccia chiodo senza rendermene conto.

Avanti il prossimo!

Il fatto è che ho confuso troppo le carte. Ho chiuso, anzi iniziato e poi chiuso una storia dopo un'altra. Anzi non dopo un'altra ma contemporaneamente. Si lo so che erano gli ultimi spasimi di storie che potevano benissimo essere già chiuse, ma non si fa così. No, bisogna darsi del tempo.

Perché poi un giorno ci si ritrova come me, che non so se quello che ho è quello che voglio.
Se è stato solo un'altro chiodo, un'ancora di salvezza o è davvero quello che ho sempre cercato.

Perché sto catalogando, e riassumendo tutto?
Perché avevo bisogno di date e di ricordi. Avevo bisogno di passato, del mio passato per capire dove mi sta portando il presente. Quale futuro avrò.



postato da: cheekygirl alle ore 18:16 | link | commenti (12)
categorie: racconti di vita
martedì, 27 ottobre 2009

UTENTE ANONIMO (2)

Ha avuto una santa pazienza con me. Davvero tanta pazienza. E devo ringraziarlo, perché ha cercato di vedere sempre la mia parte buona, senza arrendersi, quando facevo di tutto per mostrargli il peggio del peggio.
Perché ero così infantile? Perché ero sempre sulla difensiva?
Non lo so, probabilmente mi attraeva in un modo che non riuscivo a controllare. Probabilmente avrei voluto lasciandarmi andare e provare a frequentarlo, ma avevo paura. Paura che mi piacesse davvero e che io mi ritrovassi in una storia troppo complicata.
Il mio utente anonimo non ha nulla di complicato, ha solo un passato che a me spaventava. E più volte mi sono detta che sarebbe staato bello provarci. Se solo ne avessi avuto la determinazione.
Vi confesso una cosa che ho capito da pochissimo tempo. Faccio un MEA CULPA, qui in pubblico. Perché nessuno debba togliermi almeno l'attenuante che sono e sono stata sempre del tutto sincera. Per quanti sforzi io faccia, non sono proprio determinata. Mi costringo ad esserlo. Forte. Ma vorrei tanto non doverlo fare. E quando posso evitarlo, lascio perdere tutto... Con U.A. fu così. Lasciai perdere.

Ogni tanto lo facevo arrabbiare di brutto...
"18/12/05 Le tue parole mi hanno davvero colpito: "Ti sto trattando come tutti gli altri..." Se questo è il modo in cui tratti gli altri, io non ci sto. Ti dico non trattarmi piu', non considerarmi piu'. Non ci sto al tuo gioco infantile. Non posso permettere ad una ragazzina di farmi attendere per una risposta del cazzo 30 minuti perchè deve parlare con un coglione di turno e per di piu' al microfono, quando le ho chiesto io di collegarsi ! "
" 2/1/06 Ti ho mandato 2 messaggi , ho ricevuto 0 risposte. Come media è ottima. Spero domani vada meglio.
La mattina sto a casa. Aspetto tue notizie."

Le tracce di me e di te si interrompono per un lungo periodo.
Riappari nei commenti l'8 marzo.
poi dopo circa un mese:
23:54, 04 aprile, 2006 Stasera sono passato a trovarti. Mi manchi. N.B. Tuo Utente Anonimo

16:26, 23 aprile, 2006
Un amico mi ha mandato i tuoi saluti. Mi ha fatto molto piacere. Io credo che i rapporti personali siano costituiti da due fasi: dal perdersi e dal ritrovarsi. In questo momento stiamo vivendo la fase del "perdersi". A dirti la verità non so per quale motivo. La tua vita scorre veloce, più o meno come la mia. Non mi avevi parlato di questa nuova amicizia di Roma, non mi avevi parlato dei tuoi pensieri riguardanti persone - storie passate e future. Non finirò mai di conoscerti, semmai avessi cominciato a farlo. Ne dubito profondamente. Ho avuto l'ennesima dimostrazione di come le relazioni tra le persone possano cambiare da un giorno all'altro ma anche questo non è colpa di nessuno dei due. Ogni tanto immagino d'incontrarti per strada, cosi' per caso, come quella volta che t'incontrai mentre camminavi sola ed io ero in macchina.
.....Quella birra? le parole da dire, da sussurrare? rimarrano per sempre dentro di noi, forse non vedranno mai la luce o forse sono sparite senza che ce ne accorgessimo. Di solito mi manchi, come oggi, anche se so che non potrò mai averti per una settimana, un mese, una vita... un giorno chissà. Ti ho voluta bene (è la prima volta che te lo dico). N.b. Tuo Utente Anonimo.
Fatti sentire, se ti va. bacio tesò.
 

Ti dedicai un intero post in risposta. (http://cheekygirl.splinder.com/post/7860006)
Rileggendolo ora, non cambierei una virgola. Sei sempre stato tu. E sono sempre stata io. Rileggendolo ancora, e ancora, fino a far un tantino male, mi chiedo che cosa mi tratteneva. Che cosa ci tratteneva. Forse paura di essere felici davvero.

22:46, 24 aprile, 2006 Grazie per questa stupenda sorpresa. Questo post mi ha colto impreparato. In questo preciso momento, se fossi affianco a me, ti bacerei. Sei riuscita a descrivermi come nessuno prima d'ora aveva fatto. Sei riuscita a capire il mio modo di essere... mi hai reso felice.
E' come se le parole di questa lettera, staccatesi dal foglio, fossero entrate dentro di me, passando per gola ed arrivando fino allo stomaco. In questo momento le mie reazioni fisiologiche sono: mal di gola e mal di stomaco, che significa dottoressa? Secondo me, che hai fatto centro.
Ti ho ritrovata, adesso spero di non perderti.

Di te ho un'alta considerazione. Comprendo il rispetto che hai per gli altri e per le vite altrui, per questo di apprezzo ancora di piu'.
Viverti di notte, attraverso un monitor, è una sensazione strana, assurda.
Conoscerti e scoprirti è un viaggio intrigante: riesci a fermare il tempo, a creare una sorta di realtà parallela nella quale ci siamo solo io e te. In quelle notti mi sento tuo.
Mi sento tuo quando leggo le tue parole, quando ti osservo, quando mi guardi, quando ascolto la tua voce, quando ti aspetto e non arrivi (come adesso), quando sorridi. Come sei bella quando sorridi. Mi rendi felice e consapevole che con me trascorri momenti sereni.
Ti voglio bene Ila.
Il tuo utente anonimo preferito.

02:11, 06 maggio, 2006
Ci sono notti come questa che farei l'amore con te. Notti dal cielo stellato che aspettano di essere vissute e che invece trascorro in una stanza buia.
La luce soffusa del monitor illumina la tastiera dalla quale compongo ciò che ti giunge.
La luce. E' proprio la luce a rendere le persone vere, visibili, reali. Ma questa luce sa di nostalgia prima che ogni cosa abbia inizio, sa di amaro anche dopo aver visto un tuo sorriso.
Questa luce non mi piace.
(se non in alcuni momenti)
Preferisco il Sole.
Preferisco la Luna.
Preferisco le Stelle.

N.b. Utente anonimo.
Quando hai casa libera?

Ho capito. Mi è tutto chiaro. Nel momento in cui ci stavamo avvicinando, ti ho tenuto lontano, perché così dal nulla è spuntato qualcuno che mi ha poco a poco fatto sua. Mi ha incantato con il suo mondo entusiasta, e mi ha aiutato ad aprire i rubinetti dell'anima. COn lui sono riuscita ad aprirmi, a sognare, a sorridere, giorno dopo giorno.
Avevi ragione tu, ad un certo punto ti ho tenuto lontano...

22:40, 18 maggio, 2006 Ila ti è successo qualcosa? Che hai passato? Non farmi preoccupare....
Tuo Utente Anonimo
quello che......... niente niente.
Bacio

16:18, 19 maggio, 2006 Msg SURREALE

Aprire questa pagina web per me significa entrare a casa tua, sedermi sul divano e parlarti.
La porta è sempre aperta, sei sempre disponibile ad ascoltarmi.
Hai tempo da dedicarmi.
Bacio, Principessa.
N.B. Utente Anonimo


00:51, 26 maggio, 2006
Avrei voluto dirti "Mi manca la tua voce, mi mancano le notti trascorse insieme, mi manca ancora quella birra, mi mancano i tuoi okki....mi manchi". Ed invece, serata del Cazzo: poco tempo a dire stronzate...le cose vanno sempre al contrario. Certo che anche tu ci metti del tuo! Non ti fai sentire per settimane e pretendi di trovarmi anche sorridente ! Tu come ci riesci?
Ci ritroveremo come abbiamo sempre fatto. Ci credo.
Il tuo Utente Anonimo

01:11, 27 maggio, 2006
E domani starò ancora qui, seduto su questa sedia comoda, ad aspettarti. E dopodomani staro' ancora qui, seduto su questa sedia comoda, ad aspettarti. Tra tre giorni starò qui, e dopo una settimana starò ancora qui. E tu sarai oramai lontana.
Il tuo Utente Anonimo

30 maggio (vecchia mail)
Se ti avessi avuta accanto stasera ti avrei chiesto di fare l'amore. Godiamoci la vita che è cosi' breve e questi momenti non tornano piu'! A volte mi chiedo se stiamo aspettando entrambi che questa attrazione finisca. Spero non sia cosi'.
Per l'amicia con sesso... ci sto.
Bacio

01:23, 31 maggio, 2006
amicizia con sesso...... tra il dire e il fare ....per te cosa c'è in mezzo? Per me 500 metri.
Il tuo utente anonimo.


lunedì, 26 ottobre 2009

UTENTE ANONIMO

Le cose io le ho sempre confuse e fuse l'una nell'altra...

Avevo da poco iniziato un blog. Scrivevo tutto quello che mi passava per la mente. E cercavo di essere cinica, spudorata, ma anche spontanea e sincera.

Tra tutti fece capolino qualcuno.
21:11, 28 ottobre, 2005
volevo solo salutarti e dirti che trovo molto intrigante la musica del tuo blog...
Gestisco il sito ... se puoi vieni a farci una visita, altrimenti su ...
 trovi qualche mio commento ...
Ciao Utente Anonimo

I ricordi sono alquanto confusi. Lo faccio sempre... Dimentico molti particolari. Ricordo che parlavamo in chat. Quando ci trovavamo, quasi ogni sera. E ricordo che lui mi commentava sul blog.Ho cercato alcuni dei suoi commenti... per rinvigorire i miei ricordi... 

00:26, 16 novembre, 2005
Capita un giorno di incontrare sul web una vera bellezza naturale e di lasciarsi trasportare dal suo fascino sull'onda di un intrigante canzone di Bebel Gilberto. Cosa si potrebbe volere di più se non esprimerle di persona il proprio interesse per le sue "forme" d'arte. La vita dà e toglie speranze, lei fa sognare.
N.B. UTENTE ANONIMO

 01.53, 15 novembre, 2005
Lei dice che il post è per me! Ed io dovrei crederci?! In realtà la sua bellezza continua a tormentarmi. Sono attratto dal suo collo e dal suo sguardo: istinto maschile. Ma lei è più di questo: è gioia, è anima, è vita.
N.B. UTENTE ANONIMO

00.34, 22 novembre, 2005
Stamattina mentre studiavo, ti ho pensata. Mi sei venuta in mente durante un collegamento tra cuore e anima. Cosa sarebbe un cuore se non esistesse un’anima in ognuno di noi?! L’anima fa la differenza tra le persone: non la bellezza, il cuore o la mente. Questi sono elementi importanti, ma secondari, in questo breve percorso che è la vita.  
Stasera mentre ero sereno, mi sono chiesto: “Mi devo rassegnare all’idea di incontrarla e perderla in due ore tutte le sere?”
Bacio.

N.B UTENTE ANONIMO

00,19, 23 novembre, 2005

Proverò a difendere il mio mondo dalle tue insidie. Proverò a difendermi da te. Non ci vorrà molto: le tue insidie esistono solo nella mia mente, fanno parte di un processo mentale constatato. Mi fermo. Alzo lo sguardo. Rifletto. Mi manchi.

 

Bacio
N.B. UTENTE ANONIMO

00:52, 24 novembre, 2005

Una persona interessante mi ha scritto:"le emozioni... l'annusarsi a vicenda... cercare di capire e il non volerci riuscire perché è così bello restare in quell'attimo di non conoscenza.. e studiarsi...e non capire... cosa è che li lega"

Dopo un po' era già distante anni luce da me. Sfuggente.
N.B. Utente Anonimo

00:05, 25 novembre, 2005
Trova un modo per ritrovarci, sempre se non sei impegnata a studiare, a mangiare, a riflettere, a scrivere, a dormire, a sognare.

Ho sentito la tua mancanza.
Lo so, sono un folle!
N.B. Utente Anonimo

 

28 novembre. Scrivo di una festa universitaria cui sono andata e dove lo avevo invitato. Non venne...
(
http://cheekygirl.splinder.com/post/6430152)

01:53, 29 novembre, 2005
La parte scritta pensando a me è sicuramente la piu' interessante. Non abbiamo futuro...il tuo cornetto non corrisponde alla mia parigina e la tua tazza di caffè con zucchero di canna è certamente differente dal mio succo di pompelmo. Bacio. N.B. Utente Anonimo

23:47, 29 novembre, 2005
Niente SOS. Niente dedica. Niente frase carina. Niente frasi per farsi notare. Niente dolcezza. Niente cazzate da dire. Niente storie da raccontare. Niente festa. Niente appuntamento da concordare. Niente lucette di Natale da comprare insieme. Niente commento sul Blog. Niente parigina e/o cornetto. Niente pompelmo e/o cappuccino. Niente Bacio.

Ti va bene così ?
N.b. Utente Anonimo
 
22:04, 04 dicembre, 2005
Sei una brava provocatrice, ma solo io ti ho avuta per una mattina, gratis!
N.B. Utente Anonimo
 
00:19, 07 dicembre, 2005
La mia mente gira a ruota libera in cerca di pace, serenità.

In realtà, sono consapevole di non riuscire a stare lontano da quei pericoli che complicano ancora di più la mia esistenza: tu ne rappresenti uno in carne ed ossa.
La verità è che ti vorrei. Ti vorrei guardare ancora, vorrei far sfiorare
ancora il mio viso dalle tue dita.
Una birra scura per brindare alle nostre vite e alle nostre menti confuse.
Una birra scura per cercare di capirci qualcosa di piu' guardandosi negli okki: i miei azzurri, i tuoi grandi.
N.B. Utente Anonimo
 

 

 
Continua...

Chat di ripristino settembre 2006

22.09) Iaia bis: non devi parlare a vanvera
(22.09) Iaia bis: ma va là
(22.10) Iaia bis: che sei gentile solo perché ti ho fatto gli auguri
(22.10) Iaia bis: 
(22.10) YOUR DOG: ma va
(22.10) YOUR DOG: ti ho pensato spesso invece
(22.10) Iaia bis: tsk
(22.10) YOUR DOG: e ho provato molte volte a rispondere alla tua ultima mail.. è stato strano
(22.11) Iaia bis: mai riuscito però
(22.11) YOUR DOG: se non vuoi crederci, sei libera
(22.11) YOUR DOG: ma sai che non mento
(22.11) Iaia bis: ci credo
(22.11) Iaia bis: si. lo so
(22.11) Iaia bis: so misurare la sincerità in modo ottimale
(22.12) Iaia bis: non ti chiedo che hai tentato di scrivere
(22.12) Iaia bis: ti ho mandato l'sms. e non immaginabvo rispondessi
(22.13) Iaia bis: questo lo confesso
(22.13) YOUR DOG: a volte capita di "litigar" per delle cose che sono meno importanti di ciò che conta davvero
(22.14) Iaia bis: io non litigai. ero solo scocciata
(22.14) YOUR DOG: e io me la son presa oltre il necessario
(22.14) YOUR DOG: in fondo tu c'entravi poco ma
(22.15) YOUR DOG: poi la prima mail che mi hai mandato
(22.15) YOUR DOG: mi ha fatto incazzare
(22.16) Iaia bis: non era il mio scopo. era solo per farti capire che mi avevi urtato la suscettibilità. 
(22.17) YOUR DOG: immagino.. ma non accettavo forse il tono d'accusa
(22.17) Iaia bis: posso risultare così. quando mi difendo.
(22.18) YOUR DOG: quindi ho "risposto" d'acchito.. incazzato, senza rifletterci un attimo
(22.18) YOUR DOG: click su replay e vaffanculo
(22.18) YOUR DOG: beh, ti chiedo scusa di questo
(22.19) Iaia bis: magra consolazione... ma grassie
(22.19) YOUR DOG: non è una consolazioe.. è una scusa 
(22.19) Iaia bis: le scuse non piacciono, né a me, né a te mi pare
(22.20) YOUR DOG: no, non mi piacciono
(22.20) Iaia bis: ecco. ricordavo.
(22.20) YOUR DOG: ma a volte ci stanno
(22.20) YOUR DOG: raramente
(22.20) YOUR DOG: molto raramente
(22.20) YOUR DOG: e stavolta ci stava
(22.20) Iaia bis: le apprezzo

postato da: cheekygirl alle ore 12:06 | link | commenti
categorie: racconti di vita, chat e varie

L'epilogo

10/4/06 Io ad Akira
 

Vorresti essere il cane di qualcuno. In questo caso la parte del cane la faccio io.
Dimmi che cosa hai nella testa. Che cavolo ti prende. Che cosa vorresti da me. Che cosa non faccio e cosa faccio che ti altera.
Non ti fai vivo neanche per dirmi se stai bene. Non voglio neanche dire che dovresti interessarti di come sto io. Sono così idiota da dirti mia sponte che sto bene.
Sono in pace con me stessa e il mondo. Toh spunti in msn. Fai un accenno. Resto sorpresa.
E condividi il male. Chi cazzo ti dice che serve? Serve a chi? E che male poi?
Vedo persone che stanno male tutti i giorni. Vuoi che una notizia del genere mi faccia più male di altre? Non conosco questa donna. Sta male. E' grave. Male, molto male. Ma cosa posso farci? E tu che puoi farci? Nulla. Ti sconvolgi. Ti sfonda lo stomaco. Non so nemmeno se preoccuparmene o non lo dici seriamente. Resto fredda. Perché se ti sento star male sto male anche io. Voglio lasciarti fuori da me. Se tu vuoi starne fuori non sono certo io che ti costringo dentro.
Non voglio essere scellerata. Non voglio essere comprensiva. Voglio preservare altri doni che ho.
 
Vieni. Vai. Almeno saluti. Ma che senso ho io in tutto questo. Che cosa sono o cosa non sono.
 
Ho trovato un punto di forza. Non ritrovare la mia esistenza in altri. Dipendesse da te, non esisterei neppure. E' il male che ti colpisce. Da me non lo puoi trovare. Lungi da me il male. E non lo puoi condividere. Se è l'unica cosa che sei disposto a condividere.
 
Questa mail non ha senso. Ma cazzo, mi fai una rabbia...



10/4/06 Akira a me
fa una bella cosa..
vaffanculo va


20/4/06 Io ad Akira

Dovevo cancellare un po’ di sms dal cell e sono partita dai più vecchi. Alla fine li ho solo letti, perché tutti quelli vecchi in pratica erano parole tue. Non mi piace cancellare o dimenticare le parole delle persone che per me contano, ma di un’ultima tua parola ne farei volentieri a meno.

Ho giurato e spergiurato che non ti avrei più rivolto la parola. Ora posso dire che ho giurato e spergiurato il falso.

Non è la prima volta che torno sui miei passi con te. Non è la prima volta che dico una cosa e ne faccio un’altra.

Sei la mia “vertigine”, Alessandro. Sei il vuoto di un precipizio e l’attrazione per esso che l’accompagna in modo costante. Io non ho paura di guardare giù, ho paura della voglia che mi prende di buttarmici dentro. Cito qui Kundera (La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dalla quale ci difendiamo con paura..") e mi cito a mia volta. Circa un anno fa ho scritto una cosa su come mi vedo, più che altro su come mi vedono. Per qualcuno sono stata una vertigine. Almeno così l’ho definita io. Tutti restano felicemente disarmati, spaesati. E’ lì che scelgo di essere benevola e fedele o presenza insolente e a tratti cinica. Attraggo le persone. Non voglio far la vanitosa. Intendo in generale donne e uomini. Ne salvo l’1%. Il resto lo ignoro o li sacrifico nel buco nero che ognuno di noi ha nel fondo dell’anima. Credi all’anima? Io ne ho ancora una.

Dopo che sei stato a Napoli ho capito che c’era un serio pericolo che io mi legassi a te. Per questo giorno dopo giorno ti ho smembrato pezzo per pezzo, ti ho allontanato dai miei pensieri, dai miei desideri. Ti ho fatto scendere da un piedistallo su cui ti avevo poggiato. Così come ti avevo creato nella mia testa, così me ne sono liberata. Non volevo diventare una zavorra. Non volevo diventare qualcosa di stancante. Non volevo turbarti.

Sei sempre stato così imperfetto “nella solitudine delle tua creazione ed estinzione”, che non mi sarei mai permessa di tentare di cambiarla. Le cose buone vanno lasciate come sono. E per me le cose buone sono le imperfezioni.

Devi scusarmi se ti ho provato a telefonare, se ti ho scritto poi una mail e se ti scrivo questa.

Ho cercato il più possibile di distrarmi. Mi sono buttata nel lavoro di reparto, mi sono dedicata a nuove amicizie, ma si è palesata prepotentemente la vertigine che ho per te.

Avendo a che fare con l’esame di cardiologia, non sono rimasta immune del tutto e quindi mi è venuta una gran voglia di chiederti come stavi.  Non ti avrei disturbato per lungo tempo se tu non mi avessi contattato su msn. Credo di averti maledetto quel pomeriggio. E la sera. E la notte.

Filava tutto liscio. Sapevo che stavi bene e che c’eri. Eri stato mio complice fino a quel momento, non lo so in quale modo, se mi avevi bloccato il contatto o cos’altro, ma ti tenevi lontano da me, e io riuscivo a star tranquilla, lontano da te. Hai notato che quel pomeriggio per la prima volta hai detto più parole di me in quella finestrella di conversazione? Che rispondevo a rilento, a fatica con mezze parole e mezze frasi. Cercavo di non lasciarmi coinvolgere. Cercavo di starne fuori.

Non puoi prendere, lanciare un sasso e andar via così. Come se dall’altra parte non ci fosse nessuno. Come se non ci fossi io. Perché ci sono io che in alcuni momenti rischio di essere tanto fragile da incavolarmi oltre misura. E ti chiedo scusa se ti sono sembrata aggressiva, ma il tuo atteggiamento non l’ho tollerato. Non lo manderei giù nemmeno oggi. E’ come chiamare un amico, dirgli una cosa che in qualche modo lo chiama in causa e poi richiudere il telefono senza aspettare una risposta o peggio ancora dicendogli che sta dicendo stronzate. L’amico se è amico forse ti comprende per come sei, ma né io né tu ci siamo mai posti nella condizione di essere amici.

Per questo ti ho chiesto cosa ti passa nella testa. Cosa vorresti da me. Te lo chiedo nella maniera più umana possibile. Cosa vorresti che io dicessi o facessi e cosa vorresti che io non facessi. Se c’è qualcosa che ti fa irritare. Se no c’è qualcosa che invece vorresti.

Vuoi da me amicizia, condivisione, un letto per due, una compagnia solo quando ne hai voglia, non vuoi nulla. Non ti sto dicendo che accetterei qualsiasi cosa, ma ti sto chiedendo un terreno su cui camminare, perché finora mi è mancato. E la prova di saper lasciarmi andare nel vuoto credo di averla già data…

P.s.

Non mi rispose. Per mesi non ci siamo sentiti. Fino a che un giorno lui mi chiese scusa. Non proprio scusa, si rammaricava di non avermi risposto. Di tanto in tanto ci si saluta.
Akira scomparve dai miei pensieri poco alla volta. Di tanto in tanto mi leggo i suoi sms e sorrido. E' una parte importante di me. Non la cancellerò. Accada quel che accada.

 


postato da: cheekygirl alle ore 11:54 | link | commenti (6)
categorie: racconti di vita, vecchie email

8/4/06 Mi rispose così

il motivo per cui hai sentito squillare il telefono a
vuoto è che lo avevo lasciato acceso, accanto al
letto, in camera.
l'avevo dimenticato, ma non fa niente.. mi spiace solo
che l'hai sentito suonare a vuoto.

non ho fatto nulla, ancora. nessuna visita. ma a breve
la farò magari poi ti dirò com'è andata.

son contento per le tue decisioni. perché hai deciso
di partire. perché sarai sola, finalmente. e quindi
più vicina a me, a me più simile.
io sono ormai perfetto, nella solitudine delle mia
creazione ed estinzione (mi cito da solo, un vecchio
verso di una giornata romana). la distanza si
manifesta in me oggi quasi come una malattia.
nell'assoluta inadeguatezza a ogni contatto. E'
un'esperienza quasi nuova, per me. ma la coltivo e la
custodisco con gelosia. sto imparando alcune cose
sconosciute. ma non le insegno, non son cose da
imparare.....

non ti dirò nulla di me, al solito. i miei ritmi son
quelli che hai visto. la magra stagione, l'inverno del
mio scontento, durerà ancora mesi. spazzerà ogni
primavera, invaderà l'estate, ispessirà la mia
corazza, se ce fosse bisogno.

ma i pochi che la eluderanno, quelli sono gli uomini
su cui conto. quelli che la fine la vogliono vedere.

un saluto frugale.

p.s. non ti dirò mai, mai ti direi, di non fidarti.
di non assecondare la tua scelleratezza. quel dono
scellerato di cui sei capace. e che amo. buon viaggio
a roma...

postato da: cheekygirl alle ore 11:47 | link | commenti
categorie: vecchie email

7/4/06 A distanza di quasi un anno scrivo ad Akira

 

Ti scrivo dall'unico posto che non mi crea confondimento. La mia stanza. E' l'unica cosa che conosco a menadito e che non mi ha mai fatto perdere l'orientamento. A parte Roma. Ma quella città è un po' speciale per tutti.

Ti scrivo senza un motivo particolare. Senza conoscere inizio e fine. Nelle mie cose io riconosco sempre la fine. E' sempre stata la cosa più semplice. Conoscere o fissare una fine.

Stamattina ho fatto squillare il tuo telefono due volte. La prima senza troppa cognizione di causa. La seconda con uno scopo preciso. Volevo sapere come stai. Come sta l'omino nella tua testa. Come va il tuo lavoro. Se hai poi fatto quella visita. Se hai fatto l'intervento. Chi ti ha tenuto la mano. E' stata dura lo sai? Sentirlo squillare a vuoto. Due volte. Ero seduta a terra. Accanto al balcone. Volevo luce. Volevo aria. Volevo te. Sapere che stai bene.

Perché oggi? Perché avevo marinato l'università. Oramai lo faccio ogni lunedì e venerdì. Cosa che dovrò interrompere la prossima settimana. Dicevo, avevo un po' di tempo. Per pensare. E ho pensato a te. Del perché non ti ho più sentito, del perché su msn non ci sei più, del perché non ti ho telefonato prima. Del perché tra una ventina di giorni finisce la mia promessa. Quella promessa che già avevo rotto tempo fa. Perché non aveva senso essere di qualcuno se quel qualcuno eri tu. Perché non ti ho mai sentito bussare alla mia porta. Mai.

Ora non ho raggiunto il mio scopo. Non so come stai. Non so più niente di te da tempo.

Voglio parlarti di me. E' sempre andata così, non è vero? Ma che importa. Importa a me.

Dopo febbraio ho messo punti fermi a un sacco di cose. Ho creato un concetto mio di vita. L'attimo essenziale. Ecco. Io sono una che coglie gli attimi. Ma solo quelli essenziali. E per essenziali intendo attimi che possano far star bene me, ma anche gli altri. Cerco di cucire sogni. E' dura lo sai? Ma fa bene. Fa bene vedere i sorrisi. Fa bene veder la gente star bene.

Ho deciso che da grande farò la neurologa. Non scarto la possibilità di prendere psichiatria come seconda specializzazione. Ma... si, farò la neurologa. Perché mi piace. Perché sono portata per questo genere di cose. Perché mi ritrovo nelle cose che osservo. E' bello lo sai? Saper fare un esame obiettivo neurologico. E' meno bello sapere che una persona è affetta da una patologia per la quale non ci sono cure. E questo capita la maggior parte delle volte. Ma io credo che il solo scoprire cosa quella persona abbia, sia già un passo avanti.

Sono caduta in tentazione una volta. Perché sto frequentando il reparto di cardiologia. E finalmente il cuore non è più il mostro che mi si figurava prima. Ora mi piace. Ora lo comprendo. E per un attimo, sinceramente, avrei voluto scegliere di diventare la dottoressa dei cuori. Si. Perché sono così una frana col mio che curare quello degli altri sarebbe stato davvero soddisfacente. Ma è stato davvero un attimo.

Ho vinto la borsa erasmus. Me ne vado in Germania. Parto a settembre. Starò via un intero anno. Ancora non so che cosa ne sarà di tutto il mio progetto. Avrei dovuto restar a leccare il prof di turno per il misero posto della specializzazione. Ma io sono una che non ama questo genere di cose. Il reparto lo frequenterò, ma all'estero. E per quando torno vedrò che fare. Ho pur sempre una gran volontà. Non mi lascerò abbattere da cose del genere. Non so neanche se avrò un pc tutto mio. Insomma. Non so ancora nulla. Forse mi farà bene estraniarmi da tutto per un po', famiglia compresa. Mi farà bene estraniarmi dalle persone che non riesco ad amare. Dalle persone che non riesco a non amare. Sarà una cosa del tutto nuova. Non sono mai stata sola in tutta la mia vita. Le cose pratiche che dovrò fare non mi preoccupano, mi spaventa il raffrontarmi con qualcosa che non conosco. Per fortuna Saarlandes non è poi così grande. L'università è molto carina. I professori hanno la tipica faccia da tedesco. La cosa non mi entusiasma. Sarà mettermi alla prova anche in questo. Tollerare ciò che è diverso da me.

Domani dovrei andare a Roma. Una nuova amicizia. E non so bene perché lo faccio. Forse perché ho sempre quel solito neurone fuori posto che mi fa essere scellerata e imprudente. In fondo credo di averti chiamato anche per sentirti dire di non fidarmi. Di lasciar perdere e di essere meno avventata. Forse, o forse no. Non so neanche io quello che vorrei da te. Non l'ho mai saputo, o forse non me lo sono mai chiesta. Ho sempre cercato di essere quella che sono con te. Mostrarmi nella mia semplicità. Per qualche strana ragione oltre all'averti sentito distante, lo sono stata anche con te. Distante. Anche se di te mi sono fidata. Perché ciò che nasce da un sogno deve per forza di cose (o almeno lo è per me) essere qualcosa di speciale. E tu speciale lo sei stato. A tuo modo e a tratti. In quei tratti sfuggenti che non sono mai riuscita a capire. E' sempre stato quello che mi piaceva di più. Ciò che di te mi sfuggiva. Amo queste cose in un uomo. Ciò che non riesco a capire, o ciò che non conosco. Sono le uniche due cose che stimolano la mia curiosità. E' quello che mi muove, la curiosità di vedere come finisce. Dove può arrivare un uomo. Dove può arrivare la vita. La fine. Mi ha sempre affascinato la fine.

Chissà quale sarà la nostra fine... questa volta davvero non lo so.


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categorie: vecchie email

Così regalai via la mia verginità

Quel weekend del 23-25 aprile incontrai Akira per la prima volta.
Avevo una certa diffidenza, ma mi fu da subito simpatico.
Ero molto presa da lui. Mi piaceva quel suo modo strano di parlare, il suo fare un po' goffo, il suo essere riservato. Non ci dicemmo niente di particolare, niente da che mi venne a prendere alla stazione di Bologna e ci dirigemmo in hotel.
Fu lui a prendere l'iniziativa, mentre eravamo in camera. Mi carezzò la nuca, come piace  a me. Mi lasciai andare.
Fu una prima volta molto scarna. Dolorosa. Avevo dentro di me uno sconosciuto. E la cosa non mi preoccupava.
Ero una fottuta incosciente. E sono stata millemila volte fortunata che non mi sia successo nulla di grave.

Akira è un bravo ragazzo. Ma io allora non lo sapevo. E mi fidai. Ed ero completamente impazzita. Impazzita dal peso di una verginità che non volevo. Per paura che mi accadesse qualcosa contro la mia voglia. Avevo assolutamente bisogno di uno sconosciuto. E fui fortunata che quello sconosciuto fosse lui e non altri.

Non c'era passione tra noi, non ci fu mai. L'ho rivisto per altre due volte. Una volta lo raggiunsi io a Firenze e un'altra venne lui a Napoli. Poi non ci siamo più visti. Anzi, io cominciai ad odiarlo. come se potessi costringerlo a far parte della mia vita. Ne ero ossessionata.

Tornando indietro, mi dico, a volte rifarei la stessa cosa, certe altre no. Ho pensato che non lo rifarei quando ho provato per la prima volta cosa vuol dire davvero fare l'amore. E mi sono detta che sono stata una stupida a non aspettare. Una stupida. Poi però mi dico che non ha senso. Quello che ho fatto aveva senso per me in quel momento. e così sia.

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18/4/05 Piani per incontrarci (Akira propone)

scusami ma oggi non sono riuscito a far nulla...

un vero caos

partire di venerdì per me sarebbe un po' incasinato,
ma si può anche fare.. come ti sembra meglio?
e soprattutto: quando devi rientrare?

se fosse da sabato a lun per me sarebbe ideale..
o da venerdì sera a domenica.
anche perché potremmo rischiare un'overdose hihi
(ven-lun). è comunque un rischio che mi potrei
prendere.

ho dato anch'io un'occhiata. ci sono b&b soprattutto
un po' fuori bologna. opzione per la quale ci sarebe
bisogno di una macchina, che io ho..

oppure si può tentare un'alberghetto.. una doppia?
decidilo tu....
e di che categoria? tu sai che io sono un po'
selvatico, ma non vorrei finire in pasto allo
schifo... e soprattutto non vorrei ci finissi tu.

sentiamoci domani, magari.

poco più di mezzobacio
.

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categorie: vecchie email

9/4/05 Invito per AKIRA

Mon petit,
     ormai il francese è diventato un felice ritornello che la mia testa va ripetendo di quando in quando.
Il mio fisico ha ospitato in questi giorni un virus influenzale terrorista che ha voluto profanare ogni angolo del suddetto. Ma alla fine ci sono, sto bene. Ho ripreso tutte le forze ed espulso per sempre quel bastardino...
Ho dormito come mai prima d'ora. Tanto tempo passato sui guanciali ha spalancato la porta dei miei sogni.
"Eravamo a Parigi. Sempre Parigi, si. Come se non ci fosse altro luogo per due amanti (amanti?). E questa volta, per noi c'era in serbo una dolce sorpresa. Avevo voglia di fragole e panna. E quale posto migliore, mi hai detto, per assaporarle in piena tranquillità se non rue jacob? E' stato un tuffo nel passato. Nei racconti di bambina. Fragole e panna in rue jacob. Perchè vederti osservare, ogni mio singolo movimento, ogni tremolio delle mie labbra, la lingua che ripulisce la panna che mi si intrufola ovunque, gli occhi luminosi che tradiscono la voglia di avere te tra le mie labbra e non solo le fragole, mi rende incerta. Quando mi osservi tu mi lasci sola. Non sei più accanto o di fronte a me, mi sei dentro." 
Ho una voglia matta di fragole e panna. Aspetterò.
 
Ma ora dimmi. Te lo chiedo stavolta. E in largo anticipo secondo le mie abitudini. Cosa farai per il ponte del 25? Di aprile intendo. 2005 per essere precisi fino in fondo. Perchè ci sono buone probabilità che io sia nei dintorni di Firenze per quella data.
Non so se risponderai. Ho imparato a non fare strane previsioni. Attendo.
 
Buon weekend. Oggi è finita la mia quarantena. Posso uscire. Solo bagordi alcolici, con compagna la pioggia che lava via i pensieri, e qualche amichetta che fa più gaio.
Bacio al sapore dei biscotti Grisbì, al cioccolato.

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29/3/05 Akira, cos' ti scrivo...

Cos'è che mi aveva tenuta lontano da te?
Forse io stessa non avevo voluto lasciar liberi i miei desideri anche di notte.
 
Ti ho ritrovato in un sogno. Sabato notte? Credo.
 
"Estate. Inizio estate. Nel giorno dedicato al nostro viaggio fuori del tempo. Lo abbiamo deciso anni fa. Un weekend d'estate tutto per noi. Uno all'anno. Per ritrovarci. Raccontarci. Vedere cosa ci ha cambiato. Cosa non è cambiato.
L'auto si è fermata lungo una strada di campagna. Attorno c'è solo grano alto, nessuna casa a vista, nessun passante. Neanche animali. Lo so che mi avevi pregato di far benzina invece sono restata a scattar foto a quello strano vecchietto con le tele colorate di azzurro. Mi sono distratta. E dopo era chiuso e il self service non c' è dovunque. Ti ho detto che avremmo incontrato un altro distributore, ma siamo arrivati agli sgoccioli e niente di niente, nisba.
L'auto ferma. Fa caldo. Tolgo la maglietta e resto in reggiseno che può sembrare il triangolo di un bikini. Gonna corta. Procediamo a piedi in cerca di aiuto. Hai gli occhiali da sole, per proteggere i tuoi occhi chiari, e sei contrariato con me, ma so che tra meno di cinque minuti avrai già dimenticato che è stata colpa mia come al solito, per il mio esser sbadata e superficiale in queste cose. Non fa per me l'esser prevedibile.
Incontriamo un fattore, sta riponendo gli attrezzi del lavoro, ormai è quasi il tramonto. Dice che non possiamo risolvere il problema della benzina fino all'indomani, che è tutto chiuso. Ci offre ospitalità per la notte. Sarà lui a raggiungere il distributore di primo mattino.
La cena si svolge in assoluto silenzio. Le domande ce le hanno fatte tutte prima di farci sedere. Ringraziamo e andiamo in stanza, sopprimendo risolini da che stavamo al tavolo... La moglie del fattore ha scovato con lo sguardo la tua mano sotto la mia gonna. E ha storto il naso, ma non ha detto niente. Ci ha solo guardati come due esseri immondi.
A mattino inoltrato ci siamo svegliati. L'auto bella che pronta davanti casa. Abbiamo ringraziato, salutato, pagato il debito e partiti di volata. Abbiamo lasciato un ricordino, molto misero... La gabbia delle galline aperta... la moglie del fattore proprio non mi era simpatica."
 
 
E' trascorsa anche Pasqua. Avrei voluto raggiungerti, potevo. Mollare gli amici... ma che senso ha? mi sono detta. Non riesco mai a capire quando è che posso desiderare e quando no. Quando sono troppo indecisa lascio decidere ai sogni. E se non sogno mi lascio portare dagli eventi. Ho pensato che mi sbucassi davvero all'improvviso, ma mi sono resa conto che non ti ho neanche detto dove alla fine ho deciso di andare. Alla casa al mare a Palinuro. Hai presente? E' nel cilento. Sai? Sono stata concepita lì dai miei proprio nelle vacanze pasquali di 23 anni fa. Bello no? Avere una casa dei ricordi. Di tutti i ricordi. E' lì che fuggo quando vanno male le cose, quando sono stanca, quando voglio nuotare (in altre acque non mi soddisfa o mi fa paura per via delle meduse) e voglio respirare profumi di infanzia.
Lì che riesco a non pensare a nulla. Godermi la tranquillità e abitudini di vita non affaticate da telefono, pc, studio, impegni, etc.
 
Sono ancora in piedi a quest'ora... è notte. Solo di notte riesco a sentirti. Di giorno c'è troppa confusione.
 
Pasqua. Come è andato quel concerto cui dovevi far il fonico? Ci sei andato?
Mi hai scritto di esserti dedicato a "qualche nuova conoscenza alla spicciolata e ubriachezza violenta"... un bel weekend non c'è che dire. Il mio è stato tranquillo. Nonostante il tono quasi inquisitorio della tua domanda (dove ti sei cacciata tu?) o almeno così mi è parso... ho trascorso tre giorni tranquilli, di solitudine (anche se ero in compagnia spesso mi sono isolata nei miei pensieri), e di mangiate... solo la domenica ad un agriturismo ho spazzolato 14 antipasti, lasagna, tre secondi a base di carne e contorni, frutta no che non mi piace, dolce e caffè. Dov'è che sia finito tutto non lo so, ma c'era spazio pure per l'uovo di cioccolato.
 
Sono tornata oggi. Ho fatto due conti e ho dovuto accettare il fatto che non sarei riuscita a venire da te e sistemare delle cosette, e così... domani non ci si vede, brutalità della sorte.
 
Per domenica prossima so già che dovrò preparare la pastiera. Io non ci sono stata per farla prima... e se non ci sono io, le tradizioni muoiono... corriamo ai ripari però...
Tu sabato hai un gan bel da fare... forse in contemporanea io sarò nella tua città, e senza farmi scorgere ti preparo ciò che ti ho già preavvisato. Non temere, non ti chiederò di incontrarti proprio in un giorno indaffarato come quello... sbrigo le mie cose e vado via, lasciandoti messaggini sparsi... che dovrai scovare... uhm chissà... i numi me lo permetteranno? e il meteo che dice?
 
Notte allora... le mie parole scorrono veloci e in gran quantità come al solito. Buonanotte... e sta tranquillo, oramai non ti chiedo più baci, se mi va te li dò, per riceverli ho capito che devo attendere chissà quanto... ti piace lasciarmi sospesa... ma fai bene così. Piccolo bacio della buonanotte.

postato da: cheekygirl alle ore 11:13 | link | commenti
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22/3/05 meet me in paris (AKIRA)

"... eravamo in rue mira, in un emporio di stoffe
africane. la mama ci guardava attonita, con tutta
l'ampiezza dei suoi occhi. vestivo di nero, i capelli
lunghi raccolti in una coda alta sulla testa. tu di
rosso, col cappello in testa. ho comprato una stoffa
verde, ci faremo un bel vestito.
velocemente, usciamo. ma perché mi fissi in quel modo?
col taglio sfuggente del mio sguardo ti evito.
sgnignazzo? hai paura? dove mi vuoi portare? ho paura?
una macchina bianca ci si ferma davanti. esce un
signore, quello che stava alla guida. è un senegalese
di una quarantina d'annni. gira intorno alla macchina
e viene ad aprire l'altra portiera, quella dal nostro
lato. tira fuori un bambino, piccolo, scurotto. lo
accompagna vicino ad un'auto parcheggiata, gli cala i
pantaloni, e lui piscia. lo imbraca di nuovo e lo
rimette in macchina. io guardo divertito, tu un po'
schifata.
ti prendo la mano, partiamo. port de clignancourt, poi
c'è la metro. il cane lupo della sicurezza mi annusa
una scarpa. ma il biglietto ce l'ho. saliamo sul
treno.
il mio desiderio cresce, il tuo desiderio si complica.
il treno percorre mille miglia sotterranee. è come se
viaggiassimo in un vagone di deportati. quelli che
sono intorno a noi hanno delle facce...
ora vorrei stringerti a me, ma tu svicoli. guardi
tutti, divertita. c'è un uomo bellissimo propio
davanti a noi. avrà trent'anni o poco più. tu lo
fissi, ma lui guarda in terra. ha i capelli rasati e
una lunga camicia grigia, un paio di taglie troppo
grossa. il treno, rapidamente, sembra scendere sempre
più in profondità.
poi si ferma. scendiamo solo noi. gli altri ci
guardano con un misto di invidia e autocommiserazione.
non un accenno di campassione dal mio viso.."


poi mi sveglio. sono confuso. accendo il computer.
rileggo le tue email. che fai a pasqua?

chissà mai qual è la verità dei sogni, oltre quella di
renderci ansiosi della verità...

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domenica, 25 ottobre 2009

12/3/05 Mail per AKIRA

Sono stata distratta.
Da quanto non ti do notizie di me?
 
E' stato tutto così veloce questo rompicapo post esami.
Ti avevo detto che sarei andata a Roma, mi sembra.
Potevo portare con me un amico.
Volevo chiederlo a te (non sei un amico...), ma non ho voluto per due buone ragioni.
1) Il preavviso, d'obbligo tra di noi, sarebbe stato minimo.
2) Avevo bisogno di troppe coccole e nessuna voglia di chiederle.
Ho portato con me Roberto.
Con lui non ho bisogno di chiedere nulla.
Mi dà tutto se stesso senza battere ciglio.
Ma ho capito che non so più godermele come prima.
Le coccole stufano ben presto.
E Roberto anche.
 
Appena tornata a Napoli, mi hanno sistemato per benino con i corsi.
Lunghe ore di lezione, ADE, e quant'altro.
 
A nanna alle 23 al massimo, sveglia alle 6. Una tragedia da nonnetti.
 
Ho imparato due cose.
Muovo il mondo e non me ne accorgo.
Catturo l'attenzione dei 50enni uomini o donne che siano.
 
Ma dicevo, sono stata distratta.
Ti avevo messo in una celletta del mio cervello a riposo.
Solo per un po' giuro. In attesa di tempi migliori, (sarebbero arrivati? hihi).
 
Sono sveglia da meno di 5 minuti.
Prepotentemente ieri notte ti sei intrufolato nei miei sogni.
O ti ho trascinato io lì? Non so. Ma c'eri.
Ero arrabbiata con te per qualche motivo.
Sono venuta dove lavori (n.d.r nel mio sogno vendevi mobili antichi, che cavolo centrano con te?).
Ci siamo messi nel tuo ufficio. Ma non parlavamo, io continuavo a fissarti, tu a sogghignare.
Mi hai invitato a banchettare dei tuoi occhi. Io? Come avrei potuto? Sarebbe stato uno scempio!
Ma sono stata tentata di farlo credo almeno una decina di volte. Li ho solo sfiorati, con la punta di due dita. Strano, erano come uno di quegli specchi liquidi che si vedono nei film. La sensazione è stata di un freddo gelido. Mi ha risollevato l'animo.
Mi sono rassicurata che oltre quegli occhi non c'era nulla. Nessun odio, dolore, amore.
 
Ti ho condotto a me, in me. Tutto a un tratto. Per farti banchettare del mio corpo. E scusa sai, ma nella confusione, ho profittato per banchettare del tuo, così invitante. Non ho potuto resistere.
Per una notte ho goduto di molto più dei tuoi mezzi bacetti, quelli avvelenati che mi fanno morire lentamente; sono morta sul tuo corpo senza anima.
Possibile fosse solo un sogno?
 
E così sei uscito dalla celletta, o ti ho aperto io. E' ancora da definire. Ma va bene così.
 
A presto.
 
p.s.
Un bacio lungo un tempo definito. Giro ora la clessidra. Quando sarà sceso l'ultimo granello ti lascerò riprendere fiato.

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28/1/2005 mail di AKIRA

che peccato..

avrei desiderato trovarti da queste parti stasera. è
un pezzo che non ci si becca.
da parte mia, in effetti, sono molto indaffarucchiato.
lezioni di qua, lezioni di là. forse riescono a
strappare un corso da affidami. nel qual caso firmerei
il libretto a qualche malcapitato.
un po' di informatica, un po' di patologie
linguistiche. mi daranno un nobel per la tuttologia, o
per la minchioneria (che più o meno è lo stesso).

figurati che non ho ancora trovato un ritaglio di
tempo decente (e per decente intendo privo di
stanchezza accumulata o pressioni socio-atmosferiche
varie) per leggere come si deve il tuo regalino per
me. ma sappi che ci tengo a farlo.

insomma, tra una cazzata e l'altra, ecco che oggi mi
prospettano un convegno sulla comunicazione parlata.
indovina dove? a napoli.
tutto contento, dico: e quando?
a febbraio.
mmmm...
macché.
sì a febbraio. ma 2006. cazzo.
e vabbè. speravo di poterne "approfittare". e invece
qui si parla di tempi biblici. ma staremo a vedere.

sappi che i tuoi racconti ospedalieri mi strappano
sempre qualche involontario sorriso. sai come io sia
restio da una parte, come sia facile a cedere
dall'altra. per fortuna che non mi vedi quando li
leggo, hihi. potrei sembrarti quasi frivolo.

anche se in realtà mi fregio spesso di
"superficialità" . come nietzsche diceva di petronio,
solo chi ha il dono del piè leggero può camminare
sopra il fango dei propri tempi, senza affondarci.
un'immagine che mi è sempre piaciuta.

insomma, vado a letto insoddisfatto.
niente napoli a  febbraio. niente assenzio questa
sera.
ci penserò domani. nel frattempo, nella notte, tenterò
di sognarti. così tutto quello che mi dirai sarà
perché è il mio cervello a fartelo dire.
sognare mi piace. succedono un sacco di cose. e me le
invento tutte io. tutto diventa creazione. e io faccio
la figura del creatore. non male, no?
anche tu, quindi, sarai una creatura nata nella mia
testolina. e non avrò niente a che invidiare a zeus.

o si potrebbe anche chiosare, come diceva un mio caro,
chissà mai qual è la verità dei sogni, oltre a quella
di renderci ansiosi della verità.

ssshhhhhhhh....

buonanotte.
sogni d'oro.
x x x




Specifiche:
Akira è un ragazzo che ho conosciuto in chat nel dicembre 2004. credo di ricordare...
Avevo da poco finito una storia che mi aveva fatto davvero male.
Akira è stata la mia cura.
I suoi occhi azzurri mi hanno incantato. E anche il suo modo di scrivere, ben lontano dalla media.
Akira è stato un punto fermo della mia vita. Che non potrò mai cancellare.
Assenzio era il mio nick della chat yahoo.

postato da: cheekygirl alle ore 21:07 | link | commenti
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11 gennaio 2005

In riferimento alla tua mail che commentava il mio post... (http://cheekygirl.splinder.com/post/3767974)
Il mio finale. La scelta di dedicare parte del mio tempo al prossimo. Contrappasso? No, direi proprio no. Escamotage per la noia? Forse ci avviciniamo di più.
La mia vita non è immeritatamente fortunata. Non so neppure se sia fortunata. Certo paragonata ad altre spicca di più per la tranquillità d'azione e costume, e non mancanza di beni terreni. Non mi manca nulla. Niente di materiale, e non me ne vanto. Io ne approfitto solo. Nessun senso di colpa per questo. Anche io odio i sensi di colpa.
Il fatto è che mi mancano stimoli alla vita. Mi manca il senso dell'esistenza. Non solo della mia. Ho sempre cercato un senso. L'ho trovato solo poche volte. Nel sorriso della gente, quella che io reputo pura di cuore, o per lo meno meno colpevole di altra. Per essere precisi nel sorriso dei bambini. Io non riesco ad essere felice, non lo voglio nemmeno, creo situazioni precarie per il solo gusto di non essere felice. Nessun castigo, intendiamoci... Solo non credo che il mio fine sia quello di essere felice, ma riesco molto bene a rendere felice gli altri. E allora, ecco un senso, almeno della mia vita. Rendere felici gli altri, regalargli almeno un sorriso. L'Africa o chi per essa è solo una terra di fascino ai miei occhi, ecco perchè vorrei partire un giorno, per pochi mesi l'anno e dare il mio aiuto. Solo questo. Nessun atto eroico. Non pretendo ringraziamenti. Non voglio nulla in cambio. Non mi manca nulla. 
Alla gente come me, quella cui ogni giorno stringo la mano, regalo solo illusioni. Non mi viene voglia di far altro. Illusioni. E' triste, lo so. Non so far altro. Nessun senso di colpa. Chi non vuole esser preso per il culo, in genere, non si fa prendere per il culo.
Eppure sono solare, cazzo! Dentro me c'è vita e salute a perdere. Devo farne qualcosa. Divento medico psichiatra. Faccio volontariato part-time. E dopo i trent'anni faccio un figlio. Il sorriso dei bambini, è il senso della mia vita. Un figlio. O una figlia. Chissà. Ed egoista che non sono altro, forse non ci penso neanche alla sua felicità. Per ora l'idea è avere un figlio dopo i trent'anni, e avendo mandato a fanculo l'amore, non concepisco famiglia intesa come padre, madre e figlio. Solo madre-figlio. Io e lui/lei. In fondo sono figlia di un padre mancato. Nel senso che mio padre è l'eterno bambino che non vuole crescere, forse in questo gli assomiglio alla stragrande, ma lui il padre non l'ha nemmeno mai voluto fare e io sono cresciuta rincorrendo l'idea di avere un padre senza mai poter contare su di lui. Mio figlio non avrà questo. Non da me. Il sorriso dei bambini... il senso della mia vita... o forse il mio sorriso.
 
Baci, Ilaria.
 
 
 
P.s. Non ho dimenticato che volevo farti un regalo per Natale. Un libro. Variazioni enigmatiche, di Eric-Emmanuel Schmitt. Ma ricordo che te leggi pochi libri, anche se non ci credo. Forse mi sbaglio. La memoria a lungo termine non è il mio forte. Te lo regalo il libro. In piccole dosi. Così non fa male. E' uno dei testi teatrali che preferisco. Lo rileggo spesso con piacere. L'autore è un prof di filosofia francese. Secondo me val la pena di leggerlo. Dicevo, te lo regalo a piccole dosi. Ecco le prime tre pagine. Te ne invierò ogni giorno. Se vuoi leggerle mi fa piacere.
 

postato da: cheekygirl alle ore 21:02 | link | commenti
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CITAZIONI (3)

Io non voglio una persona al fianco, una qualsiasi, capiscimi. Io voglio innamorarmi, perdutamente. Vorrei sentire la sua mancanza già mentre si volta scendendo dalla mia macchina, vorrei perdermi nei suoi occhi mentre una candela e due fette di tonno arrostito con un po' di spezie e del bianco fra noi fanno barriera che unisce. Vorrei svegliarmi al mattino cercandola e non cercando di mandarla via. Vorrei amare, perdutamente...
 
FRAMMENTI DI UNA STORIA, rosario laganà

postato da: cheekygirl alle ore 20:42 | link | commenti
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CITAZIONI (2)

"Ho capito che ti amo quando ho visto che bastava
un tuo ritardo per sentir svanire in me l'indifferenza, per temere che tu non venissi più,
ho capito che ti amo quando ho visto che bastava
una tua frase per far sì che una serata come un'altra
cominciasse per incanto a illuminarsi,
e pensare che poco tempo prima,
parlando con qualcuno, mi ero messo a dire
che oramai non sarei più tornato
a credere all'amore, a illudermi, a sognare
ed ecco che poi ho capito che ti amo
e già era troppo tardi per tornare,
per un po' ho cercato in me l'indifferenza
poi mi son lasciato andare nell'amore”
 
Luigi Tenco

postato da: cheekygirl alle ore 20:35 | link | commenti (1)
categorie: citazioni

CITAZIONI

Grandi quantità d'acqua non possono dissetare l'amore, né possono sommergerlo le inondazioni. Allora, cos'è che uccide l'amore? Soltanto la disattenzione. Non vederti quando mi stai davanti. Non pensare a te nelle piccole cose. Non spianarti la strada, non prepararti la tavola. Sceglierti per abitudine e non per desiderio, passare davanti al fioraio senza accorgermene. Lasciare i piatti da lavare, il letto da rifare, ignorarti al mattino, usarti la notte. Desiderare un'altra persona mentre ti bacio sulla guancia. Dire il tuo nome senza ascoltarlo, dare per scontato che sia mio diritto pronunciarlo.
 
Scritto sul corpo - J.Winterson

postato da: cheekygirl alle ore 20:27 | link | commenti (1)
categorie: citazioni
venerdì, 11 maggio 2007

prova2


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