o_o E' un diario creato tantissimo tempo fa. Mai pubblicato. Lo riempirò dei miei ricordi. Alla rinfusa, così come mi vengono.
Non so bene a cosa possa servire questo blog.
Non lo so davvero.
Era un tentativo di riordinare tutti i pensieri che si aggrovigliavano nella testa, almeno quanto si sono aggrovigliate le mie storie d'amore(?amore?).
Era un presentimento/certezza che non avessi dato modo al mio povero cuore e alla mia piccola testa di capirci qualcosa nel prendere e lasciare continuo che ho portato avanti per anni e anni.
Ho buttato in mezzo troppe cose e di troppe cose mi sono fatta carico senza pensare a quello che io volessi realmente. Senza pensare a quello che poteva davvero farmi bene.
Ho usato la scontata metodica del chiodo scaccia chiodo senza rendermene conto.
Avanti il prossimo!
Il fatto è che ho confuso troppo le carte. Ho chiuso, anzi iniziato e poi chiuso una storia dopo un'altra. Anzi non dopo un'altra ma contemporaneamente. Si lo so che erano gli ultimi spasimi di storie che potevano benissimo essere già chiuse, ma non si fa così. No, bisogna darsi del tempo.
Perché poi un giorno ci si ritrova come me, che non so se quello che ho è quello che voglio.
Se è stato solo un'altro chiodo, un'ancora di salvezza o è davvero quello che ho sempre cercato.
Perché sto catalogando, e riassumendo tutto?
Perché avevo bisogno di date e di ricordi. Avevo bisogno di passato, del mio passato per capire dove mi sta portando il presente. Quale futuro avrò.
Ha avuto una santa pazienza con me. Davvero tanta pazienza. E devo ringraziarlo, perché ha cercato di vedere sempre la mia parte buona, senza arrendersi, quando facevo di tutto per mostrargli il peggio del peggio.
Perché ero così infantile? Perché ero sempre sulla difensiva?
Non lo so, probabilmente mi attraeva in un modo che non riuscivo a controllare. Probabilmente avrei voluto lasciandarmi andare e provare a frequentarlo, ma avevo paura. Paura che mi piacesse davvero e che io mi ritrovassi in una storia troppo complicata.
Il mio utente anonimo non ha nulla di complicato, ha solo un passato che a me spaventava. E più volte mi sono detta che sarebbe staato bello provarci. Se solo ne avessi avuto la determinazione.
Vi confesso una cosa che ho capito da pochissimo tempo. Faccio un MEA CULPA, qui in pubblico. Perché nessuno debba togliermi almeno l'attenuante che sono e sono stata sempre del tutto sincera. Per quanti sforzi io faccia, non sono proprio determinata. Mi costringo ad esserlo. Forte. Ma vorrei tanto non doverlo fare. E quando posso evitarlo, lascio perdere tutto... Con U.A. fu così. Lasciai perdere.
Ogni tanto lo facevo arrabbiare di brutto...
"18/12/05 Le tue parole mi hanno davvero colpito: "Ti sto trattando come tutti gli altri..." Se questo è il modo in cui tratti gli altri, io non ci sto. Ti dico non trattarmi piu', non considerarmi piu'. Non ci sto al tuo gioco infantile. Non posso permettere ad una ragazzina di farmi attendere per una risposta del cazzo 30 minuti perchè deve parlare con un coglione di turno e per di piu' al microfono, quando le ho chiesto io di collegarsi ! "
" 2/1/06 Ti ho mandato 2 messaggi , ho ricevuto 0 risposte. Come media è ottima. Spero domani vada meglio.
La mattina sto a casa. Aspetto tue notizie."
Le tracce di me e di te si interrompono per un lungo periodo.
Riappari nei commenti l'8 marzo.
poi dopo circa un mese:
23:54, 04 aprile, 2006 Stasera sono passato a trovarti. Mi manchi. N.B. Tuo Utente Anonimo
16:26, 23 aprile, 2006
Un amico mi ha mandato i tuoi saluti. Mi ha fatto molto piacere. Io credo che i rapporti personali siano costituiti da due fasi: dal perdersi e dal ritrovarsi. In questo momento stiamo vivendo la fase del "perdersi". A dirti la verità non so per quale motivo. La tua vita scorre veloce, più o meno come la mia. Non mi avevi parlato di questa nuova amicizia di Roma, non mi avevi parlato dei tuoi pensieri riguardanti persone - storie passate e future. Non finirò mai di conoscerti, semmai avessi cominciato a farlo. Ne dubito profondamente. Ho avuto l'ennesima dimostrazione di come le relazioni tra le persone possano cambiare da un giorno all'altro ma anche questo non è colpa di nessuno dei due. Ogni tanto immagino d'incontrarti per strada, cosi' per caso, come quella volta che t'incontrai mentre camminavi sola ed io ero in macchina.
.....Quella birra? le parole da dire, da sussurrare? rimarrano per sempre dentro di noi, forse non vedranno mai la luce o forse sono sparite senza che ce ne accorgessimo. Di solito mi manchi, come oggi, anche se so che non potrò mai averti per una settimana, un mese, una vita... un giorno chissà. Ti ho voluta bene (è la prima volta che te lo dico). N.b. Tuo Utente Anonimo.
Fatti sentire, se ti va. bacio tesò.
Ti dedicai un intero post in risposta. (http://cheekygirl.splinder.com/post/7860006)
Rileggendolo ora, non cambierei una virgola. Sei sempre stato tu. E sono sempre stata io. Rileggendolo ancora, e ancora, fino a far un tantino male, mi chiedo che cosa mi tratteneva. Che cosa ci tratteneva. Forse paura di essere felici davvero.
22:46, 24 aprile, 2006 Grazie per questa stupenda sorpresa. Questo post mi ha colto impreparato. In questo preciso momento, se fossi affianco a me, ti bacerei. Sei riuscita a descrivermi come nessuno prima d'ora aveva fatto. Sei riuscita a capire il mio modo di essere... mi hai reso felice.
E' come se le parole di questa lettera, staccatesi dal foglio, fossero entrate dentro di me, passando per gola ed arrivando fino allo stomaco. In questo momento le mie reazioni fisiologiche sono: mal di gola e mal di stomaco, che significa dottoressa? Secondo me, che hai fatto centro.
Ti ho ritrovata, adesso spero di non perderti.
Di te ho un'alta considerazione. Comprendo il rispetto che hai per gli altri e per le vite altrui, per questo di apprezzo ancora di piu'.
Viverti di notte, attraverso un monitor, è una sensazione strana, assurda.
Conoscerti e scoprirti è un viaggio intrigante: riesci a fermare il tempo, a creare una sorta di realtà parallela nella quale ci siamo solo io e te. In quelle notti mi sento tuo.
Mi sento tuo quando leggo le tue parole, quando ti osservo, quando mi guardi, quando ascolto la tua voce, quando ti aspetto e non arrivi (come adesso), quando sorridi. Come sei bella quando sorridi. Mi rendi felice e consapevole che con me trascorri momenti sereni.
Ti voglio bene Ila.
Il tuo utente anonimo preferito.
02:11, 06 maggio, 2006
Ci sono notti come questa che farei l'amore con te. Notti dal cielo stellato che aspettano di essere vissute e che invece trascorro in una stanza buia.
La luce soffusa del monitor illumina la tastiera dalla quale compongo ciò che ti giunge.
La luce. E' proprio la luce a rendere le persone vere, visibili, reali. Ma questa luce sa di nostalgia prima che ogni cosa abbia inizio, sa di amaro anche dopo aver visto un tuo sorriso.
Questa luce non mi piace.
(se non in alcuni momenti)
Preferisco il Sole.
Preferisco la Luna.
Preferisco le Stelle.
N.b. Utente anonimo.
Quando hai casa libera?
Ho capito. Mi è tutto chiaro. Nel momento in cui ci stavamo avvicinando, ti ho tenuto lontano, perché così dal nulla è spuntato qualcuno che mi ha poco a poco fatto sua. Mi ha incantato con il suo mondo entusiasta, e mi ha aiutato ad aprire i rubinetti dell'anima. COn lui sono riuscita ad aprirmi, a sognare, a sorridere, giorno dopo giorno.
Avevi ragione tu, ad un certo punto ti ho tenuto lontano...
22:40, 18 maggio, 2006 Ila ti è successo qualcosa? Che hai passato? Non farmi preoccupare....
Tuo Utente Anonimo
quello che......... niente niente.
Bacio
16:18, 19 maggio, 2006 Msg SURREALE
Aprire questa pagina web per me significa entrare a casa tua, sedermi sul divano e parlarti.
La porta è sempre aperta, sei sempre disponibile ad ascoltarmi.
Hai tempo da dedicarmi.
Bacio, Principessa.
N.B. Utente Anonimo
00:51, 26 maggio, 2006
Avrei voluto dirti "Mi manca la tua voce, mi mancano le notti trascorse insieme, mi manca ancora quella birra, mi mancano i tuoi okki....mi manchi". Ed invece, serata del Cazzo: poco tempo a dire stronzate...le cose vanno sempre al contrario. Certo che anche tu ci metti del tuo! Non ti fai sentire per settimane e pretendi di trovarmi anche sorridente ! Tu come ci riesci?
Ci ritroveremo come abbiamo sempre fatto. Ci credo.
Il tuo Utente Anonimo
01:11, 27 maggio, 2006
E domani starò ancora qui, seduto su questa sedia comoda, ad aspettarti. E dopodomani staro' ancora qui, seduto su questa sedia comoda, ad aspettarti. Tra tre giorni starò qui, e dopo una settimana starò ancora qui. E tu sarai oramai lontana.
Il tuo Utente Anonimo
30 maggio (vecchia mail)
Se ti avessi avuta accanto stasera ti avrei chiesto di fare l'amore. Godiamoci la vita che è cosi' breve e questi momenti non tornano piu'! A volte mi chiedo se stiamo aspettando entrambi che questa attrazione finisca. Spero non sia cosi'.
Per l'amicia con sesso... ci sto.
Bacio
01:23, 31 maggio, 2006
amicizia con sesso...... tra il dire e il fare ....per te cosa c'è in mezzo? Per me 500 metri.
Il tuo utente anonimo.
Le cose io le ho sempre confuse e fuse l'una nell'altra...
Avevo da poco iniziato un blog. Scrivevo tutto quello che mi passava per la mente. E cercavo di essere cinica, spudorata, ma anche spontanea e sincera.
Tra tutti fece capolino qualcuno.
21:11, 28 ottobre, 2005
volevo solo salutarti e dirti che trovo molto intrigante la musica del tuo blog...
Gestisco il sito ... se puoi vieni a farci una visita, altrimenti su ...
trovi qualche mio commento ...
Ciao Utente Anonimo
I ricordi sono alquanto confusi. Lo faccio sempre... Dimentico molti particolari. Ricordo che parlavamo in chat. Quando ci trovavamo, quasi ogni sera. E ricordo che lui mi commentava sul blog.Ho cercato alcuni dei suoi commenti... per rinvigorire i miei ricordi...
00:26, 16 novembre, 2005
Capita un giorno di incontrare sul web una vera bellezza naturale e di lasciarsi trasportare dal suo fascino sull'onda di un intrigante canzone di Bebel Gilberto. Cosa si potrebbe volere di più se non esprimerle di persona il proprio interesse per le sue "forme" d'arte. La vita dà e toglie speranze, lei fa sognare.
N.B. UTENTE ANONIMO
01.53, 15 novembre, 2005
Lei dice che il post è per me! Ed io dovrei crederci?! In realtà la sua bellezza continua a tormentarmi. Sono attratto dal suo collo e dal suo sguardo: istinto maschile. Ma lei è più di questo: è gioia, è anima, è vita.
N.B. UTENTE ANONIMO
00.34, 22 novembre, 2005
Stamattina mentre studiavo, ti ho pensata. Mi sei venuta in mente durante un collegamento tra cuore e anima. Cosa sarebbe un cuore se non esistesse un’anima in ognuno di noi?! L’anima fa la differenza tra le persone: non la bellezza, il cuore o la mente. Questi sono elementi importanti, ma secondari, in questo breve percorso che è la vita.
Stasera mentre ero sereno, mi sono chiesto: “Mi devo rassegnare all’idea di incontrarla e perderla in due ore tutte le sere?”
Bacio.
N.B UTENTE ANONIMO
00,19, 23 novembre, 2005
Proverò a difendere il mio mondo dalle tue insidie. Proverò a difendermi da te. Non ci vorrà molto: le tue insidie esistono solo nella mia mente, fanno parte di un processo mentale constatato. Mi fermo. Alzo lo sguardo. Rifletto. Mi manchi.
Bacio
N.B. UTENTE ANONIMO
00:52, 24 novembre, 2005
Una persona interessante mi ha scritto:"le emozioni... l'annusarsi a vicenda... cercare di capire e il non volerci riuscire perché è così bello restare in quell'attimo di non conoscenza.. e studiarsi...e non capire... cosa è che li lega"
Dopo un po' era già distante anni luce da me. Sfuggente.
N.B. Utente Anonimo
00:05, 25 novembre, 2005
Trova un modo per ritrovarci, sempre se non sei impegnata a studiare, a mangiare, a riflettere, a scrivere, a dormire, a sognare.
Ho sentito la tua mancanza.
Lo so, sono un folle!
N.B. Utente Anonimo
28 novembre. Scrivo di una festa universitaria cui sono andata e dove lo avevo invitato. Non venne...
(http://cheekygirl.splinder.com/post/6430152)
01:53, 29 novembre, 2005
La parte scritta pensando a me è sicuramente la piu' interessante. Non abbiamo futuro...il tuo cornetto non corrisponde alla mia parigina e la tua tazza di caffè con zucchero di canna è certamente differente dal mio succo di pompelmo. Bacio. N.B. Utente Anonimo
23:47, 29 novembre, 2005
Niente SOS. Niente dedica. Niente frase carina. Niente frasi per farsi notare. Niente dolcezza. Niente cazzate da dire. Niente storie da raccontare. Niente festa. Niente appuntamento da concordare. Niente lucette di Natale da comprare insieme. Niente commento sul Blog. Niente parigina e/o cornetto. Niente pompelmo e/o cappuccino. Niente Bacio.
Ti va bene così ?
N.b. Utente Anonimo
22:04, 04 dicembre, 2005
Sei una brava provocatrice, ma solo io ti ho avuta per una mattina, gratis!
N.B. Utente Anonimo
00:19, 07 dicembre, 2005
La mia mente gira a ruota libera in cerca di pace, serenità.
In realtà, sono consapevole di non riuscire a stare lontano da quei pericoli che complicano ancora di più la mia esistenza: tu ne rappresenti uno in carne ed ossa.
La verità è che ti vorrei. Ti vorrei guardare ancora, vorrei far sfiorare
ancora il mio viso dalle tue dita.
Una birra scura per brindare alle nostre vite e alle nostre menti confuse.
Una birra scura per cercare di capirci qualcosa di piu' guardandosi negli okki: i miei azzurri, i tuoi grandi.
N.B. Utente Anonimo
10/4/06 Io ad Akira
Dovevo cancellare un po’ di sms dal cell e sono partita dai più vecchi. Alla fine li ho solo letti, perché tutti quelli vecchi in pratica erano parole tue. Non mi piace cancellare o dimenticare le parole delle persone che per me contano, ma di un’ultima tua parola ne farei volentieri a meno.
Ho giurato e spergiurato che non ti avrei più rivolto la parola. Ora posso dire che ho giurato e spergiurato il falso.
Non è la prima volta che torno sui miei passi con te. Non è la prima volta che dico una cosa e ne faccio un’altra.
Sei la mia “vertigine”, Alessandro. Sei il vuoto di un precipizio e l’attrazione per esso che l’accompagna in modo costante. Io non ho paura di guardare giù, ho paura della voglia che mi prende di buttarmici dentro. Cito qui Kundera (La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dalla quale ci difendiamo con paura..") e mi cito a mia volta. Circa un anno fa ho scritto una cosa su come mi vedo, più che altro su come mi vedono. Per qualcuno sono stata una vertigine. Almeno così l’ho definita io. Tutti restano felicemente disarmati, spaesati. E’ lì che scelgo di essere benevola e fedele o presenza insolente e a tratti cinica. Attraggo le persone. Non voglio far la vanitosa. Intendo in generale donne e uomini. Ne salvo l’1%. Il resto lo ignoro o li sacrifico nel buco nero che ognuno di noi ha nel fondo dell’anima. Credi all’anima? Io ne ho ancora una.
Dopo che sei stato a Napoli ho capito che c’era un serio pericolo che io mi legassi a te. Per questo giorno dopo giorno ti ho smembrato pezzo per pezzo, ti ho allontanato dai miei pensieri, dai miei desideri. Ti ho fatto scendere da un piedistallo su cui ti avevo poggiato. Così come ti avevo creato nella mia testa, così me ne sono liberata. Non volevo diventare una zavorra. Non volevo diventare qualcosa di stancante. Non volevo turbarti.
Sei sempre stato così imperfetto “nella solitudine delle tua creazione ed estinzione”, che non mi sarei mai permessa di tentare di cambiarla. Le cose buone vanno lasciate come sono. E per me le cose buone sono le imperfezioni.
Devi scusarmi se ti ho provato a telefonare, se ti ho scritto poi una mail e se ti scrivo questa.
Ho cercato il più possibile di distrarmi. Mi sono buttata nel lavoro di reparto, mi sono dedicata a nuove amicizie, ma si è palesata prepotentemente la vertigine che ho per te.
Avendo a che fare con l’esame di cardiologia, non sono rimasta immune del tutto e quindi mi è venuta una gran voglia di chiederti come stavi. Non ti avrei disturbato per lungo tempo se tu non mi avessi contattato su msn. Credo di averti maledetto quel pomeriggio. E la sera. E la notte.
Filava tutto liscio. Sapevo che stavi bene e che c’eri. Eri stato mio complice fino a quel momento, non lo so in quale modo, se mi avevi bloccato il contatto o cos’altro, ma ti tenevi lontano da me, e io riuscivo a star tranquilla, lontano da te. Hai notato che quel pomeriggio per la prima volta hai detto più parole di me in quella finestrella di conversazione? Che rispondevo a rilento, a fatica con mezze parole e mezze frasi. Cercavo di non lasciarmi coinvolgere. Cercavo di starne fuori.
Non puoi prendere, lanciare un sasso e andar via così. Come se dall’altra parte non ci fosse nessuno. Come se non ci fossi io. Perché ci sono io che in alcuni momenti rischio di essere tanto fragile da incavolarmi oltre misura. E ti chiedo scusa se ti sono sembrata aggressiva, ma il tuo atteggiamento non l’ho tollerato. Non lo manderei giù nemmeno oggi. E’ come chiamare un amico, dirgli una cosa che in qualche modo lo chiama in causa e poi richiudere il telefono senza aspettare una risposta o peggio ancora dicendogli che sta dicendo stronzate. L’amico se è amico forse ti comprende per come sei, ma né io né tu ci siamo mai posti nella condizione di essere amici.
Per questo ti ho chiesto cosa ti passa nella testa. Cosa vorresti da me. Te lo chiedo nella maniera più umana possibile. Cosa vorresti che io dicessi o facessi e cosa vorresti che io non facessi. Se c’è qualcosa che ti fa irritare. Se no c’è qualcosa che invece vorresti.
Vuoi da me amicizia, condivisione, un letto per due, una compagnia solo quando ne hai voglia, non vuoi nulla. Non ti sto dicendo che accetterei qualsiasi cosa, ma ti sto chiedendo un terreno su cui camminare, perché finora mi è mancato. E la prova di saper lasciarmi andare nel vuoto credo di averla già data…
P.s.
Non mi rispose. Per mesi non ci siamo sentiti. Fino a che un giorno lui mi chiese scusa. Non proprio scusa, si rammaricava di non avermi risposto. Di tanto in tanto ci si saluta.
Akira scomparve dai miei pensieri poco alla volta. Di tanto in tanto mi leggo i suoi sms e sorrido. E' una parte importante di me. Non la cancellerò. Accada quel che accada.
Ti scrivo dall'unico posto che non mi crea confondimento. La mia stanza. E' l'unica cosa che conosco a menadito e che non mi ha mai fatto perdere l'orientamento. A parte Roma. Ma quella città è un po' speciale per tutti.
Ti scrivo senza un motivo particolare. Senza conoscere inizio e fine. Nelle mie cose io riconosco sempre la fine. E' sempre stata la cosa più semplice. Conoscere o fissare una fine.
Stamattina ho fatto squillare il tuo telefono due volte. La prima senza troppa cognizione di causa. La seconda con uno scopo preciso. Volevo sapere come stai. Come sta l'omino nella tua testa. Come va il tuo lavoro. Se hai poi fatto quella visita. Se hai fatto l'intervento. Chi ti ha tenuto la mano. E' stata dura lo sai? Sentirlo squillare a vuoto. Due volte. Ero seduta a terra. Accanto al balcone. Volevo luce. Volevo aria. Volevo te. Sapere che stai bene.
Perché oggi? Perché avevo marinato l'università. Oramai lo faccio ogni lunedì e venerdì. Cosa che dovrò interrompere la prossima settimana. Dicevo, avevo un po' di tempo. Per pensare. E ho pensato a te. Del perché non ti ho più sentito, del perché su msn non ci sei più, del perché non ti ho telefonato prima. Del perché tra una ventina di giorni finisce la mia promessa. Quella promessa che già avevo rotto tempo fa. Perché non aveva senso essere di qualcuno se quel qualcuno eri tu. Perché non ti ho mai sentito bussare alla mia porta. Mai.
Ora non ho raggiunto il mio scopo. Non so come stai. Non so più niente di te da tempo.
Voglio parlarti di me. E' sempre andata così, non è vero? Ma che importa. Importa a me.
Dopo febbraio ho messo punti fermi a un sacco di cose. Ho creato un concetto mio di vita. L'attimo essenziale. Ecco. Io sono una che coglie gli attimi. Ma solo quelli essenziali. E per essenziali intendo attimi che possano far star bene me, ma anche gli altri. Cerco di cucire sogni. E' dura lo sai? Ma fa bene. Fa bene vedere i sorrisi. Fa bene veder la gente star bene.
Ho deciso che da grande farò la neurologa. Non scarto la possibilità di prendere psichiatria come seconda specializzazione. Ma... si, farò la neurologa. Perché mi piace. Perché sono portata per questo genere di cose. Perché mi ritrovo nelle cose che osservo. E' bello lo sai? Saper fare un esame obiettivo neurologico. E' meno bello sapere che una persona è affetta da una patologia per la quale non ci sono cure. E questo capita la maggior parte delle volte. Ma io credo che il solo scoprire cosa quella persona abbia, sia già un passo avanti.
Sono caduta in tentazione una volta. Perché sto frequentando il reparto di cardiologia. E finalmente il cuore non è più il mostro che mi si figurava prima. Ora mi piace. Ora lo comprendo. E per un attimo, sinceramente, avrei voluto scegliere di diventare la dottoressa dei cuori. Si. Perché sono così una frana col mio che curare quello degli altri sarebbe stato davvero soddisfacente. Ma è stato davvero un attimo.
Ho vinto la borsa erasmus. Me ne vado in Germania. Parto a settembre. Starò via un intero anno. Ancora non so che cosa ne sarà di tutto il mio progetto. Avrei dovuto restar a leccare il prof di turno per il misero posto della specializzazione. Ma io sono una che non ama questo genere di cose. Il reparto lo frequenterò, ma all'estero. E per quando torno vedrò che fare. Ho pur sempre una gran volontà. Non mi lascerò abbattere da cose del genere. Non so neanche se avrò un pc tutto mio. Insomma. Non so ancora nulla. Forse mi farà bene estraniarmi da tutto per un po', famiglia compresa. Mi farà bene estraniarmi dalle persone che non riesco ad amare. Dalle persone che non riesco a non amare. Sarà una cosa del tutto nuova. Non sono mai stata sola in tutta la mia vita. Le cose pratiche che dovrò fare non mi preoccupano, mi spaventa il raffrontarmi con qualcosa che non conosco. Per fortuna Saarlandes non è poi così grande. L'università è molto carina. I professori hanno la tipica faccia da tedesco. La cosa non mi entusiasma. Sarà mettermi alla prova anche in questo. Tollerare ciò che è diverso da me.
Domani dovrei andare a Roma. Una nuova amicizia. E non so bene perché lo faccio. Forse perché ho sempre quel solito neurone fuori posto che mi fa essere scellerata e imprudente. In fondo credo di averti chiamato anche per sentirti dire di non fidarmi. Di lasciar perdere e di essere meno avventata. Forse, o forse no. Non so neanche io quello che vorrei da te. Non l'ho mai saputo, o forse non me lo sono mai chiesta. Ho sempre cercato di essere quella che sono con te. Mostrarmi nella mia semplicità. Per qualche strana ragione oltre all'averti sentito distante, lo sono stata anche con te. Distante. Anche se di te mi sono fidata. Perché ciò che nasce da un sogno deve per forza di cose (o almeno lo è per me) essere qualcosa di speciale. E tu speciale lo sei stato. A tuo modo e a tratti. In quei tratti sfuggenti che non sono mai riuscita a capire. E' sempre stato quello che mi piaceva di più. Ciò che di te mi sfuggiva. Amo queste cose in un uomo. Ciò che non riesco a capire, o ciò che non conosco. Sono le uniche due cose che stimolano la mia curiosità. E' quello che mi muove, la curiosità di vedere come finisce. Dove può arrivare un uomo. Dove può arrivare la vita. La fine. Mi ha sempre affascinato la fine.
Chissà quale sarà la nostra fine... questa volta davvero non lo so.